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CareAtlas

Chirurgia interventistica e vascolare

Ospedale Popolare di Dongguan

L’Unità di chirurgia interventistica e vascolare del 10º Ospedale affiliato alla Southern Medical University (Dongguan People’s Hospital) era in precedenza l’Unità di interventistica, istituita nel 2002. Con l’espansione delle attività e il continuo perfezionamento della struttura dell’unità, nel 2022 è stata rinominata “Unità di chirurgia interventistica e vascolare” e dispone di un reparto autonomo di degenza per l’interventistica vascolare, un’unità di terapia intensiva, una sala operatoria interventistica e un ambulatorio di interventistica vascolare. L’unità dispone di 46 posti letto, tratta oltre 1000 pazienti all’anno ed esegue più di 2500 interventi chirurgici all’anno. Le varie procedure interventistiche e operazioni di chirurgia vascolare eseguite dall’unità hanno raggiunto un livello avanzato in Cina e all’estero; sia per dimensioni sia per livello chirurgico, l’unità si colloca tra le strutture di primo piano degli ospedali di pari livello a livello nazionale, in particolare nel trattamento dei tumori e delle lesioni vascolari periferiche, per il quale occupa una posizione avanzata nella provincia. L’unità conta complessivamente 37 professionisti sanitari e infermieristici, tra cui 15 medici: 1 con il più alto livello di qualifica professionale, 4 con qualifica professionale superiore associata, 2 con dottorato e 11 con laurea magistrale. Il personale infermieristico è composto da 22 persone, tra cui 1 vice coordinatore infermieristico, 8 infermieri supervisori e 8 infermieri specializzati. Il team medico dell’unità si concentra sul trattamento interventistico endovascolare mininvasivo e sulla chirurgia a cielo aperto, impegnandosi a promuovere diagnosi e trattamenti standardizzati, sviluppare la collaborazione multidisciplinare e fornire diagnosi complete e precise e piani terapeutici scientifici e sicuri. L’unità è stata la prima a Dongguan a eseguire numerosi trattamenti endovascolari mininvasivi e interventi a cielo aperto per molte malattie vascolari, colmando diverse lacune nelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche delle malattie vascolari. L’unità esegue di routine interventi per le malattie vascolari periferiche, procedure interventistiche generali e interventi di chirurgia vascolare, tra cui: angioplastica arteriosa per la malattia arteriosclerotica obliterante (dilatazione con pallone, impianto di stent, aterectomia rotazionale della placca); trattamento interventistico delle trombosi venose e dell’embolia polmonare; trattamento mininvasivo combinato delle varici degli arti inferiori; trattamento interventistico dei tumori benigni e maligni del fegato, del polmone e di altri organi (chemioterapia per infusione, chemioembolizzazione, ablazione); shunt portosistemico transgiugulare; biopsia con ago delle lesioni occupanti spazio tumorali; drenaggio mediante puntura di cisti e ascessi; impianto di stent biliari; embolizzazione interventistica d’urgenza per emorragie gastrointestinali, emottisi, emorragie postpartum, fratture pelviche, emorragie da rottura del fegato o della milza, ecc.; trattamento interventistico dei fibromi uterini e dell’adenomiosi uterina; embolizzazione del varicocele e della sindrome da congestione pelvica; esclusione endovascolare e chirurgia per la dissezione aortica e gli aneurismi dell’aorta toraco-addominale; endoarteriectomia; interventi di bypass arterioso, ecc. Patologie oggetto di diagnosi e trattamento specialistici: l’aneurisma dell’aorta addominale è una condizione in cui l’aorta addominale (il grande vaso che collega l’aorta toracica agli organi viscerali situati al di sotto del diaframma) presenta aterosclerosi e una dilatazione locale circoscritta di tipo aneurismatico. Il diametro normale dell’aorta addominale nell’adulto è di 1.6–2.0 centimetri; quando l’aorta addominale si dilata fino a 3 centimetri o più, si può diagnosticare un aneurisma dell’aorta addominale. Sebbene non sia un tumore, l’aneurisma dell’aorta addominale è molto pericoloso. Secondo gli studi, quando il diametro dell’aneurisma vascolare supera 6 centimetri, la probabilità di rottura con emorragia è molto elevata; una volta avvenuta la rottura, la mortalità dovuta all’emorragia è prossima al 100%. Per questo l’aneurisma dell’aorta addominale è anche definito “bomba a orologeria nell’addome”, e sono quindi estremamente importanti lo screening precoce, la diagnosi precoce e il trattamento precoce! Le varici delle vene superficiali degli arti inferiori sono la tortuosità e la dilatazione delle vene causate da fattori quali la stasi ematica e la debolezza della parete venosa. All’esterno si manifestano soprattutto come vene bluastre prominenti, tortuose come vermi; talvolta compaiono anche atrofia cutanea, desquamazione e pigmentazione della parte inferiore della gamba. La causa più comune è la varicosi primaria delle vene superficiali degli arti inferiori. L’unità è stata la prima nella provincia a eseguire, per le varici degli arti inferiori, ablazione endovenosa + flebectomia puntiforme + scleroterapia con schiuma; dopo l’intervento è possibile camminare normalmente. La malattia arteriosclerotica obliterante degli arti inferiori è causata dalla formazione di placche aterosclerotiche nella parete arteriosa, che provocano stenosi e occlusione delle arterie degli arti inferiori e conseguente ischemia dell’arto; rappresenta la manifestazione agli arti inferiori dell’aterosclerosi sistemica. I pazienti possono presentare claudicatio intermittente, dolore a riposo, ulcere ischemiche e altri sintomi. Il trattamento endovascolare offre i vantaggi della mininvasività, della possibilità di ripetizione e del recupero rapido, ed è diventato il metodo di prima scelta per la rivascolarizzazione nella malattia arteriosclerotica obliterante degli arti inferiori. Attualmente l’unità esegue con competenza diverse tecniche di angioplastica, tra cui dilatazione con pallone, dilatazione con pallone medicato, impianto di stent, debulking meccanico, trombolisi, ecc. La chemioembolizzazione dell’arteria epatica (TACE) è una tecnica mininvasiva comunemente utilizzata per il trattamento dei tumori epatici; non richiede incisioni e presenta una tossicità inferiore rispetto alla chemioterapia sistemica. In termini semplici, la procedura prevede l’anestesia locale all’inguine, l’inserimento di un catetere attraverso l’arteria femorale e l’esecuzione di un’arteriografia epatica per individuare la sede, le dimensioni e il numero del tumore nonché le arterie che lo irrorano. Successivamente il catetere viene inserito nell’arteria che alimenta il tumore e vengono iniettati direttamente farmaci chemioterapici e un agente embolizzante, distruggendo il tumore e interrompendone contemporaneamente l’apporto arterioso, con conseguente necrosi ischemica e riduzione del tumore. La trombosi venosa profonda (DVT) consiste nella coagulazione anomala del sangue all’interno di una vena profonda, con ostruzione parziale o completa del lume vascolare e conseguente alterazione del ritorno venoso. Si verifica frequentemente nelle vene degli arti inferiori; i casi lievi si manifestano con gonfiore e pigmentazione dell’arto colpito, mentre i casi gravi possono causare ulcerazione e perdita della capacità lavorativa. Inoltre, il distacco del trombo può provocare embolia polmonare (PE) e morte improvvisa del paziente. I trattamenti della trombosi venosa disponibili presso l’unità comprendono: posizionamento di un filtro cavale inferiore, trombolisi a contatto con catetere (CDT), trombectomia meccanica (PMT), angioplastica venosa (dilatazione con pallone e impianto di stent venoso). In alcuni casi è possibile eseguire un intervento “one-stop”, con posizionamento del filtro, aspirazione del trombo e angioplastica venosa nella stessa procedura e rimozione del filtro nel corso dello stesso intervento, riducendo il numero di operazioni e abbreviando la degenza ospedaliera.

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