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Un paziente malese recupera il movimento delle mani dopo un intervento cervicale a Shanghai

Un uomo di 54 anni con ossificazione di un legamento cervicale è stato operato per ridurre la compressione del midollo spinale.

Shanghai Municipal GovernmentPubblicazione originale: Leggi l’originale

Pubblicato da CareAtlas · Politica editoriale

Questa traduzione è stata convertita automaticamente dal cinese semplificato e potrebbe contenere artefatti di conversione.

Un malese di 54 anni, le cui mani erano gravemente compromesse da una malattia cervicale, è stato operato al Secondo ospedale affiliato all'Università medica navale di Shanghai. Il resoconto del 1° aprile 2026 descrive la valutazione, l'approccio chirurgico e il recupero iniziale.

Dalle difficoltà manuali al cammino instabile

Il paziente, di cognome Chan, presentava un'ossificazione del legamento longitudinale posteriore, o OPLL, nella colonna cervicale. Il legamento dietro le vertebre si era indurito e comprimeva il midollo spinale. Con il peggioramento, abbottonarsi la camicia, usare le bacchette e tenere una penna erano diventati estremamente difficili.

In Malesia i medici avevano discusso l'intervento, avvertendolo però dell'alto rischio di recidiva. Un medico malese gli ha poi suggerito di curarsi a Shanghai, dove Chan ha conosciuto una tecnica chiamata ACAF. All'arrivo in ospedale la funzione delle mani era ulteriormente peggiorata e anche il cammino era instabile.

Spostare in avanti le strutture compressive

Dopo un'attenta valutazione, il chirurgo vertebrale Shi Jiangang ha proposto di spostare in avanti, come un'unica unità, il blocco del legamento ossificato e la vertebra interessata. L'obiettivo era creare spazio per il midollo e ridurre la pressione, anziché manipolare direttamente il midollo compresso.

Questo approccio è stato scelto in base alle condizioni valutate di Chan. L'intervento è durato più di quattro ore e il team ha riferito una decompressione riuscita.

Recupero iniziale dopo l'operazione

Al risveglio dall'anestesia, Chan ha notato che l'intorpidimento persistente era scomparso e che poteva muovere nuovamente le dita. Il resoconto ospedaliero ha poi descritto il recupero della funzione delle mani e della mobilità.

Il miglioramento riferito riguardava sia i movimenti fini che ostacolavano le attività quotidiane, sia la capacità di spostarsi. Chan ha ringraziato il team per la funzionalità ritrovata e la speranza rinnovata dopo le precedenti consultazioni.

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